Aprire la casa

di Aberto ed Elisa

Quando ci è stato proposto di diventare coppia responsabile di una Comunità Familiare di Evangelizzazione – tra l’altro la prima nel nostro paese – ci eravamo appena detti che non avremmo più preso nuovi impegni. Venivamo da un periodo di fatica umana e spirituale e sentivamo il bisogno di prendere un po’ di tempo per noi, per la nostra coppia.

Ma il modo in cui ci è stato chiesto o forse l’esperienza positiva che da qualche mese stavamo vivendo come partecipanti di un’altra CFE ci ha fatto rispondere di sì all’istante! Abbiamo così aperto la nostra casa ad amici e parenti che in qualche modo erano risultati sensibili alla proposta. Da allora sono passati 4 anni e sebbene siamo venuti a contatto con diverse persone e abbiamo vissuti momenti di grande entusiasmo ed altri di fatica quello che non è cambiato in noi è la gioia di incontrare ogni settimana il Signore e di condividerlo con altri “fratelli nella fede”!

Come coppia in particolare ci piace il fatto che durante la preghiera ciascuno dei 2 ha la possibilità di entrare in contatto con l’altro, di scoprirne la parte più intima e quindi di crescere nella conoscenza reciproca. Questo vale per la coppia ma vale anche per le altre persone con cui condividiamo l’esperienza. Spesso capita che non conosciamo tutto delle persone – o perlomeno ci vuole tempo per conoscere aspetti riguardanti il “contorno” di esse – ma con esse si creano dei legami fortissimi perché quello che mettiamo in comune è la cosa più importante: la nostra anima, la nostra fede in Gesù Risorto.

Durante questi anni – che sono stati contrassegnati anche a livello personale da eventi importanti come il lasciare il lavoro da parte di Elisa e la nascita di 2 figli – abbiamo condiviso con i nostri fratelli momenti difficili e momenti di gioia e talvolta non è stato facile portare il carico di alcuni “pesi” ma questo appuntamento settimanale rimane per la nostra famiglia un punto fermo.

Proprio qui – nella condivisione della fede, nell’ascolto della Parola, nella preghiera – troviamo il giusto ristoro, quella pace e quella serenità che solo il Signore sa dare.

Magari prima dell’inizio siamo anche stanchi, spesso di corsa e talvolta ci costa fatica mettere da parte i nostri stati d’animo per accogliere con un sorriso le persone che vengono a partecipare ma alla fine è sempre sorprendente constatare come nei nostri cuori è avvenuta una conversione: abbiamo lasciato da parte noi stessi per lasciare posto a Dio, a Colui che ha parole di vita eterna!

Come genitori ci pare che pure i figli beneficino di questo clima e di queste relazioni. Seppur piccoli quando capita loro di prendere parte alla preghiera si nota la gioia che hanno dentro e senza voler loro insegnare nulla abbiamo notato come Sara – 2 anni – abbia già imparato alcune formule e alcune melodie di canti.

Nella nostra vita quotidiana inoltre ospitare questa “piccola chiesa domestica” ci aiuta e rimettere ordine nella nostra vita, ad attribuire alle cose la giusta dimensione ma soprattutto a tessere delle relazioni importanti con le altre persone.

Da quando prendiamo parte alla Comunità Familiare di Evangelizzazione siamo diventati più sensibili alle necessità delle persone e questo ci ha portato ad allargare la cerchia di relazioni umane. Mettere al centro della propria vita il Signore, ascoltare la sua Parola significa che ciascuno può diventare tuo “fratello nella fede” e che quindi i momenti di gioia o quelli di dolore che la vita ci riserva li puoi condividere con tante persone che nel momento del bisogno sono pronte ad aiutarti.

Da tutto questo deriva infine che anche la messa domenicale ha assunto un significato diverso, più intenso per noi: arriviamo alla mensa eucaristica più preparati a livello personale ma anche felici di poter condividere questo momento con tante altre persone che non sono più estranee ma che invece condividono lo stesso amore: quello di Dio per ciascuno di noi!